Alla Camera riunione di partito
Il (nuovo) Pdl secondo Berlusconi
Pdl, esisterà ma cambierà nome, leggi costituzionali sul rafforzamento dell'esecutivo rispetto al legislativo, elezioni francesi, Hollande, Sarkozy, Merkel e Tobin tax, Corte Costituzionale e presidenti della Repubblica italiani. Un fiume in piena il Cavaliere, riunito alla Camera con i dirigenti del suo partito per disegnare le strategie del (nuovo) Pdl.
8 AGO 20

Questa mattina Silvio Berlusconi ha tenuto un discorso per i coordinatori provinciali e regionali del Pdl alla Camera. Inizialmente l’attenzione si è concentrata sul partito di cui il Cavaliere è leader, il Pdl. “L'acronimo Pdl non suscita emozione, quindi, al prossimo Congresso sottoporremo un altro nome per il nostro partito che resta lo stesso, composto dalle stesse persone che credono nelle stesse cose, nelle nostre idee. Proporremo a tutti i partiti moderati una confederazione con la possibilità di mantenere la propria sigla e di unirsi a noi".
Berlusconi chiarisce le proprie intenzioni nei confronti dell’opposizione: "Sottoporremo al massimo degli attacchi chi vuole dividere i moderati e consegnare il partito alla sinistra", ha detto il Cavaliere che ha attaccato chi per "ragioni personali" vuole andare con la sinistra. Berlusconi spiega inoltre che la necessità di un’unione partitica è essenziale per poter prevalere alle prossime elezioni politiche altrimenti vincerebbe la sinistra. Per il Cavaliere i moderati rappresentano la maggioranza nel Paese e il Pdl oggi rappresenta il portabandiera dei moderati.
Silvio Berlusconi "unico tycoon" al tavolo dei grandi si è sempre opposto "alle proposte della signora Merkel". Lo ha ricordato l'ex premier durante l’incontro con i coordinatori provinciali e regionali del Pdl, citando per esempio il no italiano del governo precedente alla Tobin tax. "Non si può morire di rigore", dice il Cavaliere. Sulle presidenziali francesi l’opinione è indubbia: "Non ci auguriamo la vittoria della sinistra" alle elezioni in Francia ma qualora vincesse Hollande ci sarebbe un vento nuovo, dice Silvio Berlusconi, che ricorda come il candidato socialista si sia sempre opposto alle politiche di eccessivo rigore in Europa. Sulle possibili elezioni in Italia non ci sono tentennamenti: "Il partito che vincerà avrà la
responsabilità di governare. Le chance di vittoria della
sinistra, qualora si andasse al voto in ottobre, sarebbero
legate all'attuale legge elettorale: se il sistema di voto - è
il ragionamento del Cavaliere - non viene modificato, la
sinistra potrebbe vincere”. Anche le tasse sugli immobili sono all’ordine del giorno durante la riunione: "Un'imposta continuativa sulla casa – sostiene Berlusconi - farebbe abbassare il valore di tutti gli immobili e causerebbe un impoverimento delle famiglie che vedrebbero dimezzato il loro patrimonio immobiliare".
responsabilità di governare. Le chance di vittoria della
sinistra, qualora si andasse al voto in ottobre, sarebbero
legate all'attuale legge elettorale: se il sistema di voto - è
il ragionamento del Cavaliere - non viene modificato, la
sinistra potrebbe vincere”. Anche le tasse sugli immobili sono all’ordine del giorno durante la riunione: "Un'imposta continuativa sulla casa – sostiene Berlusconi - farebbe abbassare il valore di tutti gli immobili e causerebbe un impoverimento delle famiglie che vedrebbero dimezzato il loro patrimonio immobiliare".
Secondo Berlusconi gli ultimi presidenti della Repubblica che si sono succeduti al Colle avrebbero dovuto far prevalere un sostanziale equilibrio sulla composizione della Corte
Costituzionale e invece così non è avvenuto. Il Cavaliere spiega che la Corte è composta da 15 membri di sinistra e da 4 di centrodestra. "Sapete quante volte la Corte è intervenuta dal 2005 in Italia? 241 volte", ha detto il Cavaliere ai presenti, mentre "l'analoga Corte americana in 5 anni è intervenuta solo sette volte". L'ex premier è tornato sull'iter delle leggi parlando di
un "vero e proprio calvario" nei passaggi dei provvedimenti in
parlamento. L'ex premier si è soffermato lungamente proprio
sul ruolo della Consulta. Al Quirinale, ha aggiunto, c'è una
squadra di tecnici che valuta "i profili di incostituzionalità" delle leggi e qualora non intervenga il Colle c'è "il braccio operativo della sinistra giudiziaria" che impugna le leggi e "inderogabilmente" causa l'abrogazione delle stesse. Berlusconi ricorda che nello scorso governo non c'è stata possibilità di incidere proprio per questo meccanismo e anche e soprattutto perché, ha sottolineato, "il governo e il presidente del Consiglio non hanno nessun potere". Berlusconi si è riferito in particolar modo alla riforma della giustizia che, nonostante gli intenti dell'esecutivo, non è stata mai calendarizzata, soprattutto per l'opposizione del presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Costituzionale e invece così non è avvenuto. Il Cavaliere spiega che la Corte è composta da 15 membri di sinistra e da 4 di centrodestra. "Sapete quante volte la Corte è intervenuta dal 2005 in Italia? 241 volte", ha detto il Cavaliere ai presenti, mentre "l'analoga Corte americana in 5 anni è intervenuta solo sette volte". L'ex premier è tornato sull'iter delle leggi parlando di
un "vero e proprio calvario" nei passaggi dei provvedimenti in
parlamento. L'ex premier si è soffermato lungamente proprio
sul ruolo della Consulta. Al Quirinale, ha aggiunto, c'è una
squadra di tecnici che valuta "i profili di incostituzionalità" delle leggi e qualora non intervenga il Colle c'è "il braccio operativo della sinistra giudiziaria" che impugna le leggi e "inderogabilmente" causa l'abrogazione delle stesse. Berlusconi ricorda che nello scorso governo non c'è stata possibilità di incidere proprio per questo meccanismo e anche e soprattutto perché, ha sottolineato, "il governo e il presidente del Consiglio non hanno nessun potere". Berlusconi si è riferito in particolar modo alla riforma della giustizia che, nonostante gli intenti dell'esecutivo, non è stata mai calendarizzata, soprattutto per l'opposizione del presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Dimostra fiducia Berlusconi verso il leader del Pd, dicendo: “Io Alfano lo conosco bene, lavoro con lui da oltre dieci anni. E' dotato di quel quid in più che solo lui ha e di cui c'è bisogno. Ed auspica una collaborazione: "Dobbiamo lavorare con la sinistra per un’architettura istituzionale in quanto con questa situazione anche il più bravo non avrebbe gli strumenti per incidere sulla realtà del paese". Berlusconi ha anche fatto notare come da parte della sinistra ci sia la disponibilità a stringere sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale. "C'è un accordo - ha riferito l'ex premier - sul fatto che soltanto una Camera debba approvare le leggi. C'è anche un accordo sul fatto che il presidente del Consiglio possa nominare e dimissionare i propri ministri".
Il Cavaliere, secondo quanto viene riportato, ha sottolineato come ci sia un'intesa anche sullo strumento del decreto legge. Secondo l'accordo sarà il governo e non più la presidenza della Repubblica ad individuare i criteri di necessità ed urgenza per poter varare un decreto legge.
"Abbiamo fatto anche dei passi in avanti sulla legge elettorale", ha sottolineato, "mentre non c'è ancora un'intesa sul potere di nomina dei membri della Corte Costituzionale". Con questa situazione, ha spiegato, per un governo "non c'è la possibilità di incidere".
"Abbiamo fatto anche dei passi in avanti sulla legge elettorale", ha sottolineato, "mentre non c'è ancora un'intesa sul potere di nomina dei membri della Corte Costituzionale". Con questa situazione, ha spiegato, per un governo "non c'è la possibilità di incidere".